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	<title>Iacopo Venier</title>
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	<description>la storia, le idee, le passioni e le lotte di un uomo libero</description>
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		<title>A proposito di stampa, sinistra e finanziamento pubblico</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 18:02:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopovenier</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Solidarietà al Manifesto, Solidarietà a Liberazione MA&#8230;&#8230; In questi giorni in tantissime redazioni di giornali politici e cooperativi si vivono ore drammatiche. Il quotidiano Terra è stato il primo a cadere, poi è venuto il turno di Liberazione ed ora è il Manifesto a dover piegarsi alla liquidazione coatta. Anche l’Unità è in pericolo mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: left;"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong><a href="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/uploads/2012/02/press.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1593" style="margin: 5px;" title="press" src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/uploads/2012/02/press-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Solidarietà al Manifesto, Solidarietà a Liberazione<span style="color: #000000;"> MA&#8230;&#8230;</span></strong></span></span></h1>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong> </strong></span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">In questi giorni in tantissime redazioni di giornali politici e cooperativi si vivono ore drammatiche. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Il quotidiano Terra è stato il primo a cadere, poi è venuto il turno di Liberazione ed ora è il Manifesto a dover piegarsi alla liquidazione coatta. Anche l’Unità è in pericolo mentre a Nuova Ecologia non si pagano gli stipendi. Decine di altre testate sono sull&#8217;orlo del baratro.<br />
 </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">E’ questa la conseguenza del taglio drastico dei finanziamenti all’editoria deciso dal Governo Berlusconi e confermato da Monti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Con la scusa di riordinare il settore, tagliando le &#8220;testate finte&#8221; che servono solo per ottenere il finanziamento pubblico, si sta producendo una moria di &#8220;testate vere&#8221; che fanno informazione spesso scomoda.<br />
 </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ovviamente la prima risposta necessaria è la piena solidarietà con queste testate, con i professionisti che le realizzano, con la loro battaglia per difendere, non solo il loro lavoro, ma un pezzo del pluralismo e quindi della democrazia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ieri la direttrice del Manifesto, <a href="http://www.libera.tv/videos/2067/il-manifesto-a-rischio-chiusura-videoeditoriale-di-norma-rangeri.html" target="_blank">in un drammatico video-editoriale</a>, si è appellata ancora una volta ai propri lettori perché comprino il giornale in edicola ed ha dichiarato che questa lotta per la sopravvivenza è lotta politica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Sono perfettamente d’accordo con lei <strong>MA </strong>vorrei aggiungere alcune considerazioni di fondo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Perché siamo arrivati a questo punto? La crisi dell’editoria di sinistra non è solo finanziaria ma, come in qualche modo ammette Norma Rangeri, prima di tutto politica. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Esistono giornali come Il Fatto che sono nati proprio quando altri entravano definitivamente in crisi. Le testate, in un sistema funzionante, dovrebbero nascere e morire non perchè ricevono o meno finanziamenti ma se sono capaci di rispondere ad un bisogno dei lettori, degli ascoltatori, dei telespettatori, di coloro che si informano sul web. <br />
 </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Invece nessuno affronta questa crisi politica delle testate della sinistra quasi che sia un eresia dire che come i partiti anche il giornalismo di sinistra ha perso nel tempo la sua “connessione sentimentale” con il proprio popolo.  Se servono appelli drammatici per far partire sottoscrizioni, vendite ed abbonamenti il problema invece esiste ed è grave. Parliamone.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Parliamo anche poi del fatto che esistono anche centinaia di esperienze editoriali, di redazioni formali ed informali, di luoghi e di professionalità dove si produce informazione di qualità senza alcun finanziamento pubblico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Questo è un punto delicato. Da anni infatti, giustamente, le testate che rientravano nel quadro del finanziamento pubblico ci chiedono di unirci a loro nel pretendere che lo Stato contribuisca al pluralismo finanziandole. E’ una battaglia giusta MA solo se vediamo che forse il finanziamento non è una soluzione ma parte del problema. Nell’immediato è evidente che è necessario rifinanziare queste testate per impedire che spariscano di colpo esperienze importantissime, storiche, di valore culturale oltre che politico. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Però e&#8217; possibile che i giornali e le testate della sinistra possano vivere solo con i soldi dello Stato? Vivere di finanziamento pubblico significa essere impiccati ai governi e, nel tempo, assumere comportamenti non sempre compatibili con la propria missione. Questo vale sia per i giornali che per i partiti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Dice la direttrice del Manifesto che ora come non mai i suoi lettori devono comprare il giornale. Ha ragione. Sono i lettori la forza di una testata e questa deve rapportarsi e misurarsi con il loro numero. Tutte le testate hanno bisogno del sostegno dei loro lettori. Ma quelle che non hanno un finanziamento pubblico, nè possono sperare di averlo, hanno bisogno dei loro lettori più delle altre. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">I lettori ed il loro numero non sono una variabile indipendente, un dettaglio. Se una testata parla a tremila persone questo è il suo peso. Lo dico perchè non sempre è chiaro se i giornali sono stati fatti per i lettori, per i giornalisti che li fanno, o per chi procurava o potrà eventualmente in futuro assicurare il finanziamento. Lo dico perchè al netto della storia, della influenza, della presenza nelle rassegne stampa e nelle mazzette non sempre la diffusione delle testate e dei loro contenuti è quella che la storia ci consegna soprattutto nell&#8217;epoca di internet.<br />
 </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Le imprese editoriali, anche quelle di sinistra, devono avere anche una loro sostenibilità economica. <br />
 </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Il direttore di Liberazione Dino Greco, <a href="http://www.libera.tv/videos/2002/liberazione---greco-vogliono-chiuderci-dobbiamo-resistere.html" target="_blank">in una intervista che gli ho fatto per Libera.tv</a>, diceva che le vendite e le sottoscrizioni, pur generose, non riusciranno mai a sostenere il giornale. Beh questo è un problema, un problema serio che non trova risposta dal finanziamento pubblico. Se un giornale non può vivere di vita propria è sempre esposto al rischio di doversi piegare per sopravvivere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">A Greco rispondo che in Italia esiste un mercato immenso per la stampa di sinistra. Ci sono oltre tre  milioni di persone che si considerano di sinistra a cui vendere i nostri prodotti. Dobbiamo interrogarci su come farlo e soprattutto su quali prodotti queste persone possano essere interessate a comprare. Questo è molto, molto chiaro a chi deve far quadrare un bilancio senza contare che sulle proprie risorse. <br />
 </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Noi (testate e giornalisti) dobbiamo cambiare e cambiare molto. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Al contempo dobbiamo mandare al &#8220;nostro popolo&#8221; un messaggio chiaro. Se la sinistra vuole la sua stampa deve sapere che se la deve pagare. </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Un tempo questo era a tutti chiarissimo. Nessuno avrebbe pensato che De Gasperi finanziasse la stampa comunista. Ed allora si facevano le feste dell&#8217;Unità, gli abbonamenti, le distribuzioni e la raccolta pubblicitaria casa per casa, negoziante per negoziante. Reperire soldi per la stampa era il cuore della militanza politica. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Non sarà che anche a causa del finanziamento pubblico questa pratica, che chiariva la natura intresicamente partigiana della professione giornalistica,  è andata perduta sostituita dalla passiva attesa dei soldi dello Stato o dalla ricerca del sostengo di “imprenditori democratici” che poi sempre imprenditori sono?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Se non si impara da questa crisi non si imparerà mai. <strong>Per ricominciare serve un patto per l&#8217;informazione libera e critica dove tutti, piccoli e presunti grandi, possano stare sullo stesso piano. </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Bisogna che tutti partano dal presupposto che la morte dell’altro non è uno spazio che si apre ma una opportunità che si chiude. Bisogna che finiscano le gelosie di testata ed anche un modo burocratico e corporativo di sentirsi giornalisti anche durante le crisi aziendali. Per ricostruire l’informazione di sinistra serve innanzitutto un bagno di realismo e di umiltà che consenta di costruire progetti sostenibili anche economicamente, adeguati ad una comunicazione moderna dove, ad esempio, la carta, pur rimanendo importante, non è più il centro. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Prima di tutto però serve una scelta politica chiara che dimostri nei fatti la natura “critica” di questa informazione, la sua impermeabilità agli interessi economici dominanti, la sua avversità ad ogni burocrazia politica o sindacale anche quando questa controlla “i cordoni della borsa”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Fare informazione è battaglia quotidiana. Si può fare. Lo spazio c&#8217;è ed il futuro anche. Basta vederlo e basta volerlo.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Jacopo Venier &#8211; direttore di Libera.Tv</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana,geneva;"><br />
 </span></strong></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.jacopovenier.it%2F2012%2F02%2Fa-proposito-di-stampa-sinistra-e-finanziamento-pubblico%2F&amp;title=A%20proposito%20di%20stampa%2C%20sinistra%20e%20finanziamento%20pubblico" id="wpa2a_2"><img src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>NO DEBITO &#8211; Solidarietà alla Grecia</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 11:48:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[NO DEBITO &#8211; Solidarietà alla Grecia NO DEBITO: SOLIDARIETA&#8217; CON IL POPOLO GRECO Roma, 8 febbraio 2012 Il Comitato No Debito ha convocato  per mercoledi 8 febbraio alle ore 16.00 una manifestazione di solidarietà con il popolo greco davanti all&#8217;Ambasciata di Grecia a Roma (via Mercadante). L&#8217;ennesimo diktat, che Unione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="font-size: large;"><span style="color: #993300;">NO DEBITO &#8211; Solidarietà alla Grecia</span></span></h1>
<p><span style="font-size: large;"><span style="color: #993300;"><br />
</span></span></p>
<p>
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</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h1><em>NO DEBITO</em>: SOLIDARIETA&#8217; CON IL POPOLO GRECO</h1>
<hr />
<p><em>Roma, 8 febbraio 2012</em></p>
<p>Il <strong>Comitato <em>No Debito</em></strong> ha convocato  per <span style="text-decoration: underline;">mercoledi 8 febbraio</span> alle ore 16.00 una manifestazione di solidarietà con il popolo greco davanti all&#8217;<em>Ambasciata di Grecia a Roma</em> (via Mercadante). L&#8217;ennesimo diktat, che Unione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale stanno imponendo alla Grecia, sarà un ulteriore passo nella macelleria sociale che sta distruggendo il paese e portando la gente alla disperazione. Nessuno può rimanere insensibile o inerte di fronte a quello che stanno facendo alla Grecia perché il governo Monti-Napolitano intende seguire la medesima strada anche nel nostro paese: tagli ai servizi sociali, ai salari e alle pensioni, aumento delle imposte, privatizzazioni, sottrazione di risorse per pagare la speculazione sul debito pubblico e finanziare le banche nella zona euro. <strong>La Grecia è dietro l&#8217;angolo</strong>. Noi stiamo con il popolo greco e le mobilitazioni in corso contro i diktat dell&#8217;Unione Europea e dei governi delle banche.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.jacopovenier.it%2F2012%2F02%2Fno-debito-solidarieta-alla-grecia%2F&amp;title=NO%20DEBITO%20%26%238211%3B%20Solidariet%C3%A0%20alla%20Grecia" id="wpa2a_4"><img src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Acqua Pubblica: 27.637.943 voti da rispettare</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 09:14:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[acqua pubblica referendum monti governo liberalizzazioni libera.tv]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.libera.tv/videos/2013/acqua-pubblica-27637943-voti-da-rispettare.html" target="_blank"><img title="Referendum acqua pubblica : un voto da rispettare" src="../wp-content/uploads/2012/01/un-voto-da-rispettare-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>
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<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.jacopovenier.it%2F2012%2F01%2Facqua-pubblica-27-637-943-voti-da-rispettare%2F&amp;title=Acqua%20Pubblica%3A%2027.637.943%20voti%20da%20rispettare" id="wpa2a_6"><img src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>NO DEBITO NO MONTI</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 10:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopovenier</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 17 dicembre Assemblea nazionale del Comitato NO DEBITO Opposizione frontale al governo Monti – il “governo unico delle banche” – una campagna di massa contro il pagamento del debito italiano, un referendum sui diktat dall’Unione Europea e il pareggio di bilancio in Costituzione imposti all’Italia, una manifestazione nazionale a febbraio nella “capitale finanziaria” del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/No-debito-No-Monti-2.gif"><img class="size-large wp-image-1550 aligncenter" title="NO DEBITO NO MONTI" src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/No-debito-No-Monti-2-1024x307.gif" alt="" width="554" height="165" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong>Sabato 17 dicembre</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong>Assemblea nazionale </strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong>del Comitato NO DEBITO</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><br />
 Opposizione frontale al governo Monti – il “governo unico delle banche”  – una campagna di massa contro il pagamento del debito italiano, un  referendum sui diktat dall’Unione Europea e il pareggio di bilancio in  Costituzione imposti all’Italia, una manifestazione nazionale a febbraio  nella “capitale finanziaria” del paese: Milano.</span> <span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></p>
<p>Sono questi  alcuni di temi che verranno discussi sabato 17 dicembre a Roma nella  seconda assemblea nazionale del movimento “No Debito”. Il movimento nato  il 1 ottobre scorso con una prima e partecipatissima assemblea al  Teatro Ambra Jovinelli di Roma convocata dalle centinaia di firmatari  dell’appello “Dobbiamo fermarli!”, in questi mesi ha lavorato alla sua  estensione territoriale e alla definizione dei suoi obiettivi. Nelle  scorse settimane si sono tenute assemblee pubbliche nella principali  città italiane e hanno cominciato a nascere i comitati locali “No  Debito” che affiancheranno il coordinamento nazionale che vede al  proprio interno sia personalità che sindacati, organizzazioni,  associazioni, riviste e strumenti di comunicazione. <span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></p>
<p>Drastico e  negativo è il giudizio sulla natura e gli obiettivi del governo Monti,  non solo per l’attacco sul piano economico/sociale ma anche per  l’emergenza democratica che sta determinando nel paese. <span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></p>
<p>L’assemblea nazionale di sabato 17 dicembre inizierà alle 10.00 al  teatro Tendastrice (via Perlasca 59, zona Prenestina) e si concluderà  nel pomeriggio per consentire a tutet le realtà locali e nazionali e ai  vari ospiti di poter intervenire. L’assemblea sarà introdotta dalla  relazione di Giorgio Cremaschi. I lavori verranno trasmessi in diretta  streaming da Libera Tv (<a href="http://www.libera.tv/" target="_blank">http://www.libera.tv/</a><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">). Informazioni utili su: </span> <span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><a rel="nofollow nofollow" href="http://www.nodebito.it/" target="_blank">http://www.nodebito.it/</a></span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.jacopovenier.it%2F2011%2F12%2F1549%2F&amp;title=NO%20DEBITO%20NO%20MONTI" id="wpa2a_8"><img src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Manifestazione Antirazzista a Trieste</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 09:51:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopovenier</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[FIACCOLATA ANTIRAZZISTA TRIESTE &#8211; SABATO 17/12 PONTEROSSO h 18 Percorso: Piazza della Borsa – Piazza Unità – Prefettura Quanto è accaduto a Firenze ci lascia esterrefatti e preoccupati. Le circostanza sono tutte da appurare. Ma pur apprendendo che probabilmente si è trattato del gesto di un folle, non riusciamo a toglierci dalla mente la pericolosità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong><a href="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/senegalesi-firenze.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1542" style="margin: 5px;" title="Strage di immigrati a Firenze" src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/senegalesi-firenze-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>FIACCOLATA ANTIRAZZISTA</strong></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong> <br />
 </strong></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong>TRIESTE &#8211; SABATO 17/12 </strong></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><strong>PONTEROSSO h 18</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><em>Percorso: Piazza della Borsa – Piazza Unità – Prefettura </em></span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Quanto è accaduto a Firenze ci lascia esterrefatti e preoccupati. Le circostanza sono tutte da appurare. Ma pur apprendendo che probabilmente si è trattato del gesto di un folle, non riusciamo a toglierci dalla mente la pericolosità di idee tipiche dell’area politica (l’estrema destra) cui faceva riferimento il killer suicida. Né riusciamo a toglierci dalla testa il clima socio-culturale che purtroppo ha dominato il dibattito sull’immigrazione in questi anni, tra la continua denuncia di un’emergenza sicurezza, il rifiuto da parte di alcuni settori del mondo politico di intraprendere serie iniziative di governo dell’immigrazione.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Pensiamo che né Firenze, né altre parti d’Italia, possano ritenersi immuni dai rischi che questo quadro può generare (si pensi anche alla spedizione scellerata che ha portato all’incendio del campo Rom a Torino).<br />
 E’ necessario creare le condizioni affinché gli istinti razzisti siano sconfitti. E per fare questo è prioritario aprire una nuova stagione della gestione dei fenomeni migratori.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Esprimiamo la solidarietà ai cittadini senegalesi di Firenze e all’intera comunità senegalese in Italia, ai familiari e parenti delle vittime di questi brutali assassinii.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Si chiede al Consiglio Comunale di esprimere una ferma condanna sul fatti accaduti a Firenze e Torino e alla Prefettura di trasmettere al Governo la preoccupazione di molti cittadini della Trieste antirazzista.</span></span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Comitato Pace, Convivenza e Solidarietà Danilo Dolci; Associazione Interculturale Penombre</span></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Per le auspicate adesioni: <a href="mailto:triesteantirazzista@libero.it" target="_blank">triesteantirazzista@libero.it</a> o 3382118453 (no sms)</span></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> </span></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">S.I.P Via Valdirivo 30, dicembre 2011</span></span></strong></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.jacopovenier.it%2F2011%2F12%2Fmanifestazione-antirazzista-a-trieste%2F&amp;title=Manifestazione%20Antirazzista%20a%20Trieste" id="wpa2a_10"><img src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il commissario Monti</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 07:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopovenier</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libera.Tv]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[crisi monti libera tv liberatv elezioni referendum jacopo iacopo venier sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[Video- Editoriale di Jacopo Venier, direttore di Libera.tv, sulla situazione politica e sull&#8217;attuale crisi economica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><var><a href="http://www.libera.tv/videos/1890/il-commissario-monti.html" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1536" style="margin: 5px;" title="Venier Libera.tv" src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/Venier-Libera.tv_-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="font-size: medium;">Video- Editoriale di <strong>Jacopo Venier</strong>, direttore di <em>Libera.tv</em>, sulla situazione politica e sull&#8217;attuale crisi economica</span></var></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="370" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.libera.tv/mm_player.swf?http_base_url=http://www.libera.tv/&amp;videoid=1890" /><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="align" value="middle" /><param name="flashvars" value="http_base_url=http://www.libera.tv/&amp;videoid=1890" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="high" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="370" src="http://www.libera.tv/mm_player.swf?http_base_url=http://www.libera.tv/&amp;videoid=1890" quality="high" allowfullscreen="true" flashvars="http_base_url=http://www.libera.tv/&amp;videoid=1890" align="middle" bgcolor="#ffffff"></embed></object>
</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.jacopovenier.it%2F2011%2F11%2Fil-commissario-monti%2F&amp;title=Il%20commissario%20Monti" id="wpa2a_12"><img src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Mare e Monti: come la mettiamo a sinistra?</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 08:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopovenier</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[governo monti napolitano sinistra fronte democratico alleanze]]></category>

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		<description><![CDATA[MARE E MONTI Come la mettiamo a sinistra? Finalmente vedo che parecchi cosiddetti dirigenti della sinistra in preda all&#8217;inquitudine se non al panico. Le agognate elezioni per &#8220;rientrare&#8221; comodi al Parlamento si allontanano e stanno cominciando a capire che insistendo con il &#8220;fronte democratico&#8221; sono finiti nella trappola del governo tecnico. ERA ORA!!!! A questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6>
<p id="id_4ebb8ce3e9dce8c63514856"><strong><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">MARE E MONTI</span></span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><em>Come la mettiamo a sinistra?</em></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><em></em><a href="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/monti-napolitano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1520" style="margin: 5px;" title="monti napolitano" src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/monti-napolitano.jpg" alt="" width="208" height="133" /></a></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Finalmente vedo che parecchi cosiddetti dirigenti della sinistra in  preda all&#8217;inquitudine se non al panico. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Le agognate elezioni per  &#8220;rientrare&#8221; comodi al Parlamento si allontanano e stanno cominciando a  capire che insistendo con il &#8220;fronte democratico&#8221; sono finiti nella  trappola del governo tecnico. </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><br />
 ERA ORA!!!! </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">A questi &#8220;strateghi&#8221; dico che persino il politicismo e l&#8217;elettoralismo hanno bisogno di una qualche capacità di analisi&#8230;&#8230; Grazie a questi errori madornali la sinistra è completamente assente da dibattito politico e dalla dinamica sociale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> Ma non sarebbe il tempo che qualcuno cominciasse a pensare ad una bella definitiva vacanza al mare? O c&#8217;è anche chi sotto sotto spera di andare in gita ai MONTI?</span></p>
</h6>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.jacopovenier.it%2F2011%2F11%2Fmare-e-monti-come-la-mettiamo-a-sinistra%2F&amp;title=Mare%20e%20Monti%3A%20come%20la%20mettiamo%20a%20sinistra%3F" id="wpa2a_14"><img src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>15 ottobre &#8211; Oltre la nebbia</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 08:47:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopovenier</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[15 ottobre 2011 indignados scontri corteo politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Oltre la nebbia c&#8217;è la politica Non è facile provare a ragionare sulla manifestazione del 15 ottobre quando non si è ancora diradata la nebbia di emotività che si è alzata dalle auto bruciate e dai lacrimogeni. Dieci anni dopo Genova ancora una volta un grande corteo è stato violentato ed una città si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Oltre la nebbia <span style="color: #ff0000;">c&#8217;è la politica</span></span></span></strong></p>
<p><a href="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/neri.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1503" style="margin: 5px;" title="scontri al corteo" src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/neri.jpg" alt="" width="240" height="163" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Non è facile provare a ragionare sulla manifestazione del 15 ottobre quando non si è ancora diradata la nebbia  di emotività che si è alzata dalle auto bruciate e dai lacrimogeni.  Dieci anni dopo Genova ancora una volta un grande corteo è stato violentato ed una città si è sentita ferita.  Se però ci attardiamo troppo nelle reazioni “a caldo” rischiamo di lasciare troppo tempo a strumentalizzazioni che possono determinare una percezione errata di ciò che è successo ma soprattutto del perché è successo. </span></p>
<p><span style="font-size: large;"><em><span style="font-family: verdana,geneva;">LA SORPRESA </span></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Che in Italia ci fossero gruppi organizzati che praticano lo scontro violento in occasione di manifestazioni e proteste non è, spero, una novità per nessuno. Di questa estate sono gli scontri violenti Val di Susa per non tornare all’assalto ai palazzi del potere lanciato il 14 dicembre 2010. Io non so se a fare quegli scontri sono stati gli stessi che hanno agito a Piazza San Giovanni ma le pratiche sono assai simili. Inoltre che la protesta degli “indignados” potesse essere l’occasione per azioni contro la polizia e saccheggi lo avevano anticipato le dinamiche di piazza in Grecia ed in Inghilterra.  Colpisce quindi la “sorpresa” con cui molti “dirigenti” della sinistra politica, sociale e sindacale hanno reagito agli scontri del 15 ottobre. Mentre i militanti e le tantissime persone che sono venute quasi spontaneamente a Roma potevano legittimamente non sapere che cosa covava in pentola che la situazione fosse “difficile” era ben chiaro non da giorni ma da settimane.  In realtà due sono le ragioni che spiegano questa “sorpresa” che oggi risulta ad alcuni molto comoda. Non sapere è un alibi che accredita l’idea che “i neri” siano degli alieni sbarcati a Roma da un’altra galassia e quindi preserva la verginità politica di chi cerca legittimazione. C’è poi una irresponsabilità diffusa di un ceto politico dei movimenti che ha sperato fino all’ultimo che gli incubi non si materializzassero.    Per esorcizzare gli incubi infatti si era fatto “un patto” di gestione della piazza all’interno del coordinamento 15 ottobre e si sperava che questo “patto” potesse in qualche modo estendere la propria validità anche nei confronti di chi a questi “tavoli” non partecipa e non riconosce alcuna legittimità.  Questa volta però qualcuno ha voluto rompere il giocattolo e qualcun altro gli ha lasciato fare. Così la prima vittima degli scontri non sono stati gli indignati ma una pratica di rapporti tra gruppi, organizzazioni e “sensibilità” che, da Genova in poi, aveva determinato le modalità, ed anche i contenuti, con cui si è scesi in piazza.  Il balletto interno tra “moderati” e “incazzati” che c’è sempre stata, questa volta non ha prodotto un compromesso forte ma sia la piattaforma della manifestazione che le pratiche di lotta scelte avevano scontentato una larga fetta di movimento che le riteneva inadeguate e schiacciate sulle esigenze politico/elettorali di alcune realtà.  Su questa contraddizione si sono buttati “i neri”. </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em><span style="font-size: large;">UNA REALTA’ POLITICA</span></em> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Per nascondere le proprie difficoltà o per rimuovere il problema in molti hanno provato a relegare le azioni del 15 ottobre nella categoria del teppismo con la variante dell’infiltrazione. E’ probabile che tra coloro che hanno fatto gli scontri ci fossero anche occasionalmente dei teppisti ed è sicuro (se la polizia fa ancora minimamente il proprio lavoro) che ci fossero degli o molti infiltrati. Questo però non cancella il fatto che il blocco nero ha agito politicamente e non solo “militarmente”.  Innanzitutto va detto che le azioni dei “neri” (uso questo nome fino a quando non se ne daranno uno loro) non sono state direttamente conflittuali con altri gruppi od organizzazioni presenti al corteo come succedeva invece negli anni ’70. Questi gruppi  hanno “utilizzato” il corteo per cercare il contesto necessario a al contatto violento con la polizia ma il corteo non era affatto un loro obiettivo “militare”. Il loro è stato invece un tentativo politico di inserirsi in un contesto ed egemonizzarne piattaforma e pratiche. Ciò a cui mirano è costituire l’avanguardia di un sentimento diffuso che, in assenza di ogni credibile canale di rappresentanza politica, si alimenta della frustrazione e della rabbia per una situazione senza sbocco apparente.  Le stesse analisi degli “indignados” spagnoli indicano nella politica, tutta la politica, una casta impermeabile al servizio del capitalismo finanziario. Si tratta ormai di una opinione diffusissima, e fondata, a cui l’azione dei “neri” è, nei fatti, una delle risposte possibili.  L’altra risposta, quella della paziente e difficile ricostruzione di una conflittualità di massa democratica e partecipativa, è una scelta difficile di fronte ad una crisi immanente che toglie, non solo reddito, ma speranza e futuro. I ragazzi dell’onda che urlavano “ la vostra crisi non la paghiamo” dopo due anni si rendono conto che invece la stanno pagando tutta e l’ansia genera quella rabbia che, in assenza di alternative politiche, può anche sfociare in violenza. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: large;"><span style="font-family: verdana,geneva;">LA VIOLENZA</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> Lo stantio dibattito su violenza e non violenza interessa ormai solo le generazioni che hanno conosciuto sulla loro pelle l’esito tragico della lotta armata. Ci sono in campo però altre generazioni cresciute in un contesto ben diverso. Mentre per i primi le pistole sono quelle delle BR i secondi l’evocazione della scorciatoia “armata” è dai Ministri della Repubblica. Se Bossi ha “la pallottola in canna” allora è difficile chiedere ad un ragazzo di vent’anni di escludere a priori di far valere le proprie ragioni “in un modo o nell’altro” come ho avuto modo di documentare su Libera.tv.  Quando poi a pretendere “nonviolenza” dai manifestanti sono coloro che bombardano l’Afghanistan o la Libia, che hanno giustificato e promosso i torturatori di Genova, che chiudono i migranti nei campi e mandano in carcere, a volte a morire ammazzati, chi fuma uno spinello, allora il problema si aggrava. Per spiegare a milioni di persone che i propri diritti e la propria libertà può essere conquistata con la forza della ragione ci vogliono personalità e storie politiche credibili e non si vedono molti Gandhi intorno a noi.  La violenza è parte della natura umana e quando la società regredisce, quando le strutture sociali si incrinano, quando lo sfruttamento e la compressione della libertà diventa ogni giorno più brutale è inevitabile che in qualche forma questa si manifesti.  Del resto mi è difficile capire come qualcuno possa pensare di cambiare il mondo, “espropriare” le banche o far pagare i ricchi senza imporre queste decisioni. Certo chi governa (potrebbe in teoria capitare anche al famoso 99%) parla di uso legittimo della forza e non di violenza. Ma la sostanza non cambia. La forza è la violenza che esercita “legittimamente” lo Stato. A volte questa  è usata per affermare uguaglianza, diritti sociali e democrazia ma molto più spesso è usata per imporre sfruttamento e passività. Non esiste quindi una organizzazione umana priva di violenza.  Forse invece di moralismi avremmo bisogno di lucidità per evitare di ripetere noiosamente dibattiti da anni settanta ed affrontare la realtà attuale prima di tutto interrompendo il circuito violenza- repressione-violenza.  I “neri” hanno lanciato la loro sfida. Bisogna raccoglierla sul piano dove essa è più insidiosa e questo non è certo il piano “militare”. Chi pensa che il problema sia organizzare il nostro servizio d’ordine sta indicando per ingenuità o per calcolato cinismo la strada per la catastrofe.  Ma cosa ci sarebbe da fare? Organizzare “noi” una banda di picchiatori capaci di “tenere a bada” “loro” e magari anche la Polizia? A parte il fatto che i servizi d’ordine nel passato sono degenerati in bande armate o hanno “determinato” la linea delle organizzazioni contando sui propri “argomenti”, chiedere al movimento di scegliere  questo terreno di “confronto” con i “neri” significa dichiarare la propria sconfitta prima politica e poi anche inevitabilmente “militare” dato che accettato lo scontro nessuno può a priori determinare quale sarà in futuro il suo livello </span></p>
<p><em><span style="font-size: large;"><span style="font-family: verdana,geneva;">IL MERITO </span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Di fronte a fatti come quelli del 15 ottobre l’errore più grave sarebbe abbassare la richiesta di cambiamento al fine di rendere il movimento “più compatibile” e quindi accettato dentro il recinto politico-mediatico.  Già la piattaforma della manifestazione era rimasta troppo nel vago per tenere assieme quelli che un tempo si sarebbero naturalmente definiti “riformisti” e “rivoluzionari”. Invece di scontrarsi, e magari dividersi sui contenuti, si è scelto di ripetere l’eterno dibattito tra chi sostiene che oggi sia necessario provare a cambiare “dall’interno” e quindi candidarsi al Governo e chi giudica questa una tragica illusione dato che per affrontare realmente la crisi servono riforme di struttura  opposte a quelle contenute negli ordini della BCE.  E’ stato proprio l’affermarsi di questo piano politicista del dibattito interno al movimento che ha consentito ai “neri” di entrare a gamba tesa in questa discussione, rompendo molti giochi, e spostando il piano di discussione ancora più lontano dal merito.  Sui contenuti, sulla proposta, anche loro infatti sono deboli ed ambigui dato che, figli anch’essi del peggiore politicismo e populismo, considerano il merito solo uno strumento tattico per raccogliere consenso e giustificare di volta in volta il proprio posizionamento. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: large;"><span style="font-family: verdana,geneva;">IL PUNTO DEBOLE </span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">E’ qui quindi il vero punto debole su cui fare leva. Non servono repressione, criminalizzazione, militarizzazione o emarginazione e tutti gli altri alibi dietro a cui si nasconde una politica senza anima. Per affrontare il problema aperto nel movimento serve un conflitto politico duro e di merito.  Solo tornando a concentrare l’attenzione sul merito della politica e, appunto, alzando decisamente l’ambizione del cambiamento si può riportare sul piano democratico e partecipativo quella reazione di massa alla crisi che rischia ora di implodere invece nella deriva estremista o nella rassegnazione. E’ quasi troppo facile ricordare che il movimento per l’acqua pubblica ha dimostrato che un contenuto radicale può raccogliere un consenso maggioritario.  Seguiamo quella dura e faticosa strada ponendoci obiettivi ancora più vasti. La grande sfida del debito e della finanza, quella delle libertà compresa quella della rete, le scelte contro la guerra, i temi etici e civili, la necessità di una nuova idea di “benessere” e quindi la fuoriuscita dal consumismo compulsivo, la dignità e la funzione sociale del lavoro, solo per fare alcuni esempi, non possono vivere in lotte separate da addetti ai lavori ma devono costituire una piattaforma articolata attorno a cui ridefinire i contorni di una proposta di cambiamento dello stato di cose presenti.  Serve il coraggio di portare la politica fuori dal circuito asfittico imposto dal bipolarismo (e gradito a gruppi dirigenti autoreferenziali) e gettarsi con umiltà, ma anche con fiducia, coraggio e determinazione nella battaglia del futuro.  La generazione di Genova ha pensato che “un altro mondo è possibile”. Quella che è scesa in piazza a Roma, persa l’ingenuità, trovi la strada per realizzarlo e tutti gli incubi, anche i più “neri”, saranno solo un brutto ricordo.</span></p>
<p><strong><em><span style="font-family: verdana,geneva;">Jacopo Venier</span></em></strong></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong><em>direttore Libera.tv</em></strong><br />
 </span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.jacopovenier.it%2F2011%2F10%2F15-ottobre-oltre-la-nebbia%2F&amp;title=15%20ottobre%20%26%238211%3B%20Oltre%20la%20nebbia" id="wpa2a_16"><img src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Assemblea 1° ottobre. Dispositivo finale</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 18:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopovenier</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[debito banca centrale europea cremasci 1 ottobre ambra jovinelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Documento finale dell&#8217;assemblea svoltasi il 1° ottobre al teatro Ambra Jovinelli di Roma approvato all&#8217;unanimità (meno 2 astenuti e 2 contrari) dalle/dai 700 partecipanti all&#8217;assemblea nazionale delle/dei firmatari dell&#8217;appello &#8220;Dobbiamo fermarli. Noi partecipanti all’assemblea del 1° ottobre a Roma: “Noi il debito non lo paghiamo. Dobbiamo fermarli” ci assumiamo l’impegno di costruire un percorso comune. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong><a href="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/manifesto-1-ottobre.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1492" style="margin: 5px;" title="manifesto 1 ottobre" src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/manifesto-1-ottobre.jpg" alt="" width="180" height="257" /></a><span style="font-size: large;">Documento finale </span></strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large;"><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">dell&#8217;assemblea svoltasi il 1° ottobre </span></strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large;"><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">al teatro Ambra Jovinelli di Roma</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>approvato all&#8217;unanimità (meno 2 astenuti e 2 contrari) dalle/dai 700  partecipanti all&#8217;assemblea nazionale delle/dei firmatari dell&#8217;appello  &#8220;Dobbiamo fermarli</em>.</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Noi partecipanti all’assemblea del 1° ottobre a Roma: <strong>“Noi il debito non lo paghiamo. Dobbiamo fermarli”</strong> ci assumiamo l’impegno di costruire un percorso comune.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Tale percorso ha lo scopo di affermare nel nostro paese uno spazio politico pubblico, che oggi viene negato dalla sostanziale convergenza, sia del governo sia delle principali forze di opposizione, nell’accettare i diktat della Banca Europea, del Fondo Monetario Internazionale, della Confindustria e della speculazione finanziaria. Vogliamo costruire uno spazio politico pubblico, che rifiuti le politiche e gli accordi di concertazione e patto sociale, che distruggono i diritti sociali e del lavoro. Vogliamo costruire uno spazio politico pubblico nel quale si riconoscono tutte e tutti coloro che non vogliono più pagare i costi di una crisi provocata e gestita dai ricchi e dal grande capitale finanziario e vogliono invece rivendicare sicurezza, futuro, diritti, reddito, lavoro, uguaglianza e democrazia.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Vogliamo partire dai cinque punti attorno ai quali è stata convocata questa assemblea</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>1.  Non pagare il debito, far pagare i ricchi e gli evasori fiscali, nazionalizzare le banche </strong></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>2.  No alle spese militari e cessazione di ogni missione di guerra, no alla corruzione e ai privilegi di casta </strong></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>3.  Giustizia per il mondo del lavoro. Basta con la precarietà. Siamo contro l&#8217;accordo del 28 giugno e l&#8217;articolo 8 della manovra finanziaria.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>4.  Per l’ambiente, i beni comuni, lo stato sociale. Per il diritto allo studio nella scuola pubblica.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>5.  Una rivoluzione per la democrazia. Uguale libertà per le donne. Parità di diritti per i migranti. Nessun limite alla libertà della rete. Il vincolo europeo deve essere sottoposto al nostro voto.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><em> </em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ci impegniamo a portare i temi affrontati in questa assemblea diffusamente in tutto il territorio nazionale, costruendo un movimento radicato e partecipato. Così pure vogliamo approfondire i singoli punti della piattaforma con apposite iniziative e con la costruzione di comitati locali aperti alle firmatarie e ai firmatari e a chi condivide il nostro appello. Intendiamo organizzare una petizione di massa sul diritto a votare sul vincolo europeo.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Nel mese di dicembre, a conclusione di questo percorso a cui siamo tutti impegnati a dare il massimo di diffusione e partecipazione, verrà convocata una nuova assemblea nazionale, che raccoglierà tutti i risultati e le proposte del percorso e che definirà la piattaforma, le modalità di continuità dell’iniziativa, le mobilitazioni e anche eventuali proposte di mobilitazione e di lotta.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Intendiamo costruire un fronte comune di tutte e tutti coloro che oggi rifiutano sia le politiche del governo Berlusconi, sia i diktat del governo unico delle banche. Diciamo no al vincolo europeo che uccide la nostra democrazia. Chi non è disposto a rinviare al mittente la lettera della Banca Europea non sta con noi. Questo fronte comune non ha scopo elettorale, ma vuole intervenire in maniera indipendente nella vita sociale e politica del paese, per rivendicare una reale alternativa alle politiche del liberismo e del capitalismo finanziario. Questo fronte comune vuole favorire tutte le iniziative di mobilitazione, di lotta, di autorganizzazione che contrastano le politiche economiche liberiste. Questo percorso si inserisce nel contesto dei movimenti che, in diversi paesi europei e con differenti modalità e percorsi, contestano le politiche di austerità e la legittimità del pagamento debito a banche e imprese.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Su queste basi i partecipanti all’assemblea saranno presenti attivamente anche alla grande manifestazione del 15 ottobre a Roma sotto lo striscione <strong>“Noi il debito non lo paghiamo”</strong>.</span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.jacopovenier.it%2F2011%2F10%2Fassemblea-1%25c2%25b0-ottobre-dispositivo-finale%2F&amp;title=Assemblea%201%C2%B0%20ottobre.%20Dispositivo%20finale" id="wpa2a_18"><img src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Noi i pirati del 1° Ottobre</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 18:18:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopovenier</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[debito sinistra cremaschi appello non paghiamo il debito manovra europa banche]]></category>

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		<description><![CDATA[NOI I PIRATI DEL 1° OTTOBRE Molte sono le ragioni che spingono a lavorare per il successo della assemblea del 1° Ottobre all’Ambra Jovinelli.  Tra queste certo innanzitutto la tempestività dell’appello di luglio “dobbiamo fermarli” (con cui finalmente si è colta la portata dell’attacco definitivo alle condizioni di vita degli europei),  la forza evocativa dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></h1>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: xx-large;"><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">NOI <span style="color: #ff0000;">I PIRATI</span> DEL 1° OTTOBRE</span></strong></span></p>
<h1><span style="font-family: verdana,geneva;"><a href="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/pirati.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1479" style="margin: 5px;" title="I pirati" src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/pirati.jpg" alt="" width="188" height="143" /></a></span></h1>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Molte sono le ragioni che spingono a lavorare per il successo della assemblea del 1° Ottobre all’Ambra Jovinelli.  Tra queste certo innanzitutto la tempestività dell’appello di luglio “dobbiamo fermarli” (con cui finalmente si è colta la portata dell’attacco definitivo alle condizioni di vita degli europei),  la forza evocativa dello slogan “ Noi il debito non lo paghiamo” (che ribalta il paradigma fondamentale di una società in cui il denaro e le sue regole hanno sussunto ogni valore trasfigurando gli esseri umani in debitori), l’incisività propositiva di un “programma” in cinque punti (che indica una via d’uscita realistica proprio perché radicalmente alternativa alle logiche ed agli interessi dominanti).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Per una volta sembra che  i contenuti, le idee, le analisi possano prevalere sulle alchimie polticiste di gruppi, gruppetti, partiti e partitini, correnti e spifferi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L’idea della nascita di “uno spazio politico” che tenga assieme un vasto e plurale schieramento capace di sfidare il “duopolio” della crisi per tenere aperto lo spazio dell’alternativa sembra prendere corpo nell’inedito incontro tra personalità ed esperienze sindacali, politiche e culturali che si sta cimentando in questa sfida.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Potrà questa “ciurma” di reietti navigare tra i marosi  politici e sociali per sfidare le cannoniere, scassate ma ancora potentissime, del bipolarismo all’italiana?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Dipenderà molto dalla generosità e/o dal cinismo con cui ognuno degli attuali protagonisti saprà rinunciare a parte di sé per guadagnare un futuro comune ma soprattutto dalla possibilità che questo “spazio politico ” divenga il luogo di una nuova stagione di partecipazione e profonda innovazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Senza nuove idee, analisi, proposte ma soprattutto senza tante e tantissimi nuovi protagonisti anche un buon rimpasto dei migliori gruppi dirigenti non avrà respiro. Al contrario dentro un percorso largo, partecipato ed inclusivo le organizzazioni, gli spazi, i soggetti che oggi rappresentano le forze in campo possono trovare modo di trasmutarsi ed inverare progetti ed idee oggi bloccati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Suscitare interesse, aprire spazi di reale protagonismo, costruire fiducia attorno ad uno spazio ed una piattaforma che possono apparire come superati e/o illusori è quindi strategico ed urgente ed allo scopo non possono bastare le pur fondamentali antiche forme di confronto e partecipazione tipiche della sinistra.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Per avvicinarsi a questo obiettivo è necessario  fare subito i conti con le nuove forme di cittadinanza attiva che l’uso di massa della rete e soprattutto  l’avvento dei social network  hanno reso possibile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Per arrivare al cuore ed allo stomaco non dei militanti politicizzati ma di un popolo stanco ed in gran parte ancora profondamente passivo di fronte alla crisi ed alle sue conseguenze, uno dei canali fondamentali che si devono e possono utilizzare certamente quello della Rete.  La Rete però  è un luogo che difficilmente si piega alle esigenze, alle strategie ed anche ai tempi di chi ha si è formato nell’era del ciclostile (come il sottoscritto).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La Rete è un campo dove la battaglia delle idee può alimentarsi di energie inaspettate e nascoste messe in moto dalle nuove e potentissime forme di passaparola che oggi plasmano parte importante dell’opinione pubblica. Questo passaparola, in cui ognuno mette la propria “credibilità” e la propria “faccia” al servizio della causa comune, può generare un positivo circuito partecipativo reale-virtuale-reale.  Per determinare questa dinamica servono però strumenti adeguati ma soprattutto pratiche  che garantiscano a tutti di essere parte del processo che essi stessi stanno alimentando. Essere pronti a questa sfida è già dimostrare di essere disponibili ad una profonda innovazione nelle proprie forme politiche ed organizzative.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ovviamente senza farsi illusioni. La rete è anche il luogo della semplificazione qualunquista  e della disinformazione dove agiscono poteri e forze che possono contare su risorse tecnologiche ed economiche praticamente illimitate.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L’alleanza politica e sociale che si troverà a Roma il 1 ottobre ( tra l’altro nella forma della più classica ed antica delle assemblee politiche)  dovrebbe porsi immediatamente   il tema di come sia possibile, attraverso lo sviluppo e la libertà di internet, inverare nuove forme di democrazia (diretta o rappresentativa).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La vittoria del Partito Pirata a Berlino è solo un segnale  (come lo è stato ad esempio il Popolo Viola in Italia o in parte gli Indignados in Spagna) di come milioni di cittadini oggi vivono gran parte della  loro vita di relazione, della loro fruizione culturale, della loro stessa identità politica attraverso e grazie alla Rete.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Inserire con la forza necessaria nella piattaforma programmatica il tema della Rete, del suo sviluppo, della sua libertà è la cartina di tornasole della consapevolezza dei promotori dell’intreccio ormai insolubile tra reale e virtuale anche sul terreno della cittadinanza, dei diritti, della democrazia e che “il regime dei padroni” vuole il pieno dominio sia nella fabbrica che sulla Rete.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Non è infatti un caso che Governo Berlusconi in questi anni ha sistematicamente attaccato la libertà della Rete per difendere il monopolio televisivo e zittire le voci critiche ma non sono un caso nemmeno le mancate scelte contro il digital divide e per lo sviluppo della banda larga che hanno caratterizzato anche il centrosinistra subalterno agli interessi oligopolisti che regolano il mercato dell’informazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L’Alternativa politica e sociale e la battaglia delle idee hanno quindi bisogno anche di quelle generazioni di internauti che cercando di sfuggire ai dominatori del reale e del virtuale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La sfida per una sinistra che come dice Cremaschi “sappia di nuovo far paura ai padroni” necessita di un linguaggio capace di restituire senso alle parole anche con l’ironia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ed allora diamoci subito i contenuti giusti e la piattaforma adeguata e poi, prima che altri ci chiamino prima illusi e poi provocatori o terroristi, magari troviamo NOI i molti motivi per dire che effettivamente  “siamo Pirati”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">NOI Siamo Pirati perché vogliamo per i lavoratori e le classi popolari quelle risorse che l’Europa delle Banche e dei Mercati vuole invece strappare loro come il peggiore  degli strozzini; NOI siamo Pirati perché non vogliamo opere inutili e dannose come la TAV o il Ponte;  NOI siamo Pirati perché vogliamo essere liberi quando votiamo, quando lavoriamo ed anche quando navighiamo tra gli scogli della Rete.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Fratelli della costa il 1° Ottobre troviamoci tutti all’Ambra Jovinelli</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Iacopo Venier</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Per Info:</span></p>
<p><a href="https://sites.google.com/site/appellodobbiamofermarli/" target="_blank">https://sites.google.com/site/appellodobbiamofermarli/</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.jacopovenier.it%2F2011%2F09%2Fnoi-i-pirati-del-1%25c2%25b0-ottobre%2F&amp;title=Noi%20i%20pirati%20del%201%C2%B0%20Ottobre" id="wpa2a_20"><img src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>SCIOPERO GENERALE : o la Piazza o la Borsa.</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 10:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopovenier</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[SCIOPERO GENERALE CGIL e USB insieme contro la manovra economica del Governo che colpisce i lavoratori e le classi popolari. Come non era mai accaduto la CGIL ha indetto uno sciopero agli inizi di settembre per reagire immediatamente ad una politica economica che farà pagare tutto il prezzo della crisi a lavoratori e classi popolari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: verdana,geneva;">SCIOPERO GENERALE</span></span></h1>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><br />
 </span></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">CGIL e USB insieme contro la manovra economica del Governo che colpisce i lavoratori e le classi popolari. </span></strong></p>
<p><a href="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/sciopero6sett20111.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1474" title="sciopero6sett2011" src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/sciopero6sett20111.jpg" alt="" width="186" height="141" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Come  non era mai accaduto la CGIL ha indetto uno sciopero agli inizi di  settembre per reagire immediatamente ad una politica economica che farà  pagare tutto il prezzo della crisi a lavoratori e classi popolari  togliendo loro risorse e diritti fondamentali.  Contestualmente anche i  sindacati di base, su una diversa piattaforma, hanno chiamato i  lavoratori a scioperare compatti per reagire ad un attacco senza  precedenti. A Roma due grandi cortei di CGIL e USB hanno attraversato la  città. Uniti nella lotta i lavoratori italiani hanno inviato un chiaro  segnale al governo ed a tutta la politica. La crisi ha precisi  responsabili e questi vanno colpiti. Le banche, le borse, gli  speculatori, gli evasori che pretendono di dettare legge e commissariare  la politica dovranno fare i conti di nuovo con un movimento di lotta  largo e determinato. La dimensione della crisi impone scelte coraggiose e  nette: o le piazze dello sciopero o le piazze delle borse e degli  affari.</span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.jacopovenier.it%2F2011%2F09%2Fsciopero-generale-o-la-piazza-o-la-borsa%2F&amp;title=SCIOPERO%20GENERALE%20%3A%20o%20la%20Piazza%20o%20la%20Borsa." id="wpa2a_22"><img src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Violenza e Politica. Basta ipocrisie e stanche commedie!</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 16:11:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopovenier</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[back]]></category>
		<category><![CDATA[block]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
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		<description><![CDATA[A dieci anni dai fatti di Genova e trentaquattro anni dopo il ’77 la discussione sul rapporto tra violenza e politica sembra un eterno ripetersi di una stanca commedia. Come sempre tuonano le trombe di chi vuole vedere in ogni atto violento il riemergere del terrorismo e come sempre la sinistra “ufficiale” risponde con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><a href="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/black-block.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1454" style="margin: 5px 10px;" title="black block" src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/black-block.jpg" alt="" width="194" height="129" /></a>A dieci anni dai fatti di Genova e trentaquattro anni dopo il ’77 la discussione sul rapporto tra violenza e politica sembra un eterno ripetersi di una stanca commedia. Come sempre tuonano le trombe di chi vuole vedere in ogni atto violento il riemergere del terrorismo e come sempre la sinistra “ufficiale” risponde con la teoria degli infiltrati o degli sbandati che fanno il gioco dell’avversario. Nessuno (nemmeno Grillo che prima grida al regime e poi si augura arresti di massa dei “black block”) vuole fare i conti con la realtà. E’ molto più comodo evocare fantasmi dietro cui nascondersi.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Tutti sanno che anche in Italia esistono da sempre gruppi politici che teorizzano ed organizzano pratiche di scontro violento.  Ovviamente tra loro ci saranno certamente degli infiltrati. Ma non è affatto questo il problema. Se questi gruppi oggi trovano cittadinanza piena nelle manifestazioni, in Val di Susa come il 14 dicembre a Roma, è perché le loro pratiche corrispondono ad una frustrazione crescente.<br />
 </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Milioni di persone oggi sono tagliate completamente fuori dai circuiti della rappresentanza. Le loro idee, i loro bisogni, i loro sogni, anche quando si organizzano ed agiscono all’interno delle “regole costituite” non vengono presi in nessuna considerazione. L’intero mondo politico è impermeabile ad ogni richiesta che modifichi i parametri di compatibilità definiti, non dal mitico mercato, ma dai reali potentati  monopolisti che determinano l’economia italiana e globale. La democrazia costituzionale è violentata ogni giorno data la presenza al governo del Paese di un aggregato di forze che nella Costituzione non si riconosce affatto. Quando poi , grazie alla caparbietà di gruppi straordinari come coloro che hanno reso possibili i referendum sull’acqua, si aprono spazi di partecipazione diretta milioni di persone si esprimono chiaramente ma passano pochi giorni e cresce la sensazione che quella vittoria ti verrà scippata appena la tensione politica si sarà ridotta. Insomma quello che Berlusconi ha detto sul nucleare prima del voto il PD ( ma e non solo il PD) sembra dirlo dopo…</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">In questo quadro la violenza politica è giustificabile o comprensibile? E’ una discussione eterna a sinistra.<br />
 </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Dalla Resistenza all’attentato a Togliatti, alla lotta contro Scelba fino allo scontro con le BR il PCI si è spesso interrogato sul tema senza mai escludere per principio la necessità di usare la forza per difendere la democrazia e la libertà. Quasi fino alla sua estinzione quel partito ha continuato a contenere in sé i miti della Resistenza e della Rivoluzione che non furono fatti proprio incruenti.  Il PCI, in quanto partito che voleva farsi Stato, al contempo non tollerava che nessun altro potesse far valere questo diritto “all’autodifesa democratica” ed ha combattuto duramente coloro che a partire dalla fine degli anni ’60 tragicamente scelsero una strada che è risultata politicamente fallimentare e devastante. Il PCI rispetto al tema della violenza nella politica agiva come garante sia verso il suo popolo,  assicurando  una rappresentanza alle lotte ed alle esigenze anche le più radicali, sia in qualche modo verso lo Stato ed i suoi avversari di classe essendo l&#8217;unico attore in grado di &#8220;dosare&#8221; e controllare le spinte di rottura, anche violenta, che si esprimevano nella società.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Questo almeno fino alla metà degli anni ’70 quando appunto questa “esclusiva” “rivoluzionaria” si ruppe nel modo più tragico per tutti. Sono passati quarant’anni da allora ma la discussione è ferma alla lotta contro il terrorismo e gli opposti estremismi. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">La società di oggi non ha nulla a che fare con l’Italia degli anni settanta del secolo scorso. Siamo una società liquida che sta regredendo rapidamente. Sopra la società c’è un tappo fatto di poteri politici, mediatici e finanziari  oscuri del tutto impermeabili ed inamovibili. La violenza è indubbiamente una delle forme magari infantile, magari controproducente, magari manovrata, ma una delle forme con cui questa società può essere tentata di rispondere ad una situazione senza sbocchi. Ricordiamoci che pochi anni orsono Los Angeles fu devastata per giorni dalla sua stessa popolazione.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Sarebbe necessario quindi smettere di discutere di violenza e politica immersi nelle ipocrisie del politicamente corretto e senza tener conto della società. Usciamo dalla necessità di dire ogni volta che siamo contro chi tira pietre o prende vanghe in mano e cerchiamo di capire chi sono e perché lo fanno e soprattutto perché molti, sempre più numerosi, applaudono le loro azioni. Se guardiamo a questi fenomeni senza moralismi e ideologismi allora scopriremo che la vera risposta a pulsioni autodistruttive non può che essere trovata in un progetto politico che nasca proprio dai  quei bisogni e quelle frustrazioni che rischiano di cercare sfogo nella violenza di un momento. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Molti dicono che compito della sinistra è quello di mettere in campo un progetto politico ma è sempre più chiaro che senza una sfida alle compatibilità imposte, senza quella che un tempo si sarebbe detta una rivoluzione (con la maiuscola o con la minuscola come preferite)  e cioè senza un cambiamento delle fondamenta del sistema le soluzioni per la Val di Susa come per l’Acqua o la Scuola Pubblica alla fine le determinerà sempre chi conserva nelle proprie mani il potere reale.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">Questa sfida sarà certo democratica, partecipata, politica ma da Genova in poi è ormai chiaro che abbiamo di fronte avversari che non escludono affatto l’uso della violenza per reprimere ogni forza che rappresenti un rischio reale per il loro dominio. Quando queste forze si scatenano o si scateneranno come è giusto reagire? La pratica della nonviolenza è in grado di reggere efficacemente? Quale organizzazione serve per praticare e difendere il cambiamento?<br />
 </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"> A queste domande chi si candida a rappresentare il popolo dell’Acqua come i NO TAV, gli studenti come i precari, ma soprattutto una sinistra che voglia cambiare davvero “lo stato di cose presente”  deve dare risposte nette anche se scomode. Senza questa chiarezza saremo per sempre vittime di una rappresentazione stanca e noiosa dietro alla quale le forze più oscure continueranno giocare con la democrazia come il gatto con il topo.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">di Jacopo Venier</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">direttore Libera.tv (www.libera.tv)</span></span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.jacopovenier.it%2F2011%2F07%2Fviolenza-e-politica-basta-ipocrisie-e-stanche-commedie%2F&amp;title=Violenza%20e%20Politica.%20Basta%20ipocrisie%20e%20stanche%20commedie%21" id="wpa2a_24"><img src="http://www.jacopovenier.it/wp/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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