Archive for the ‘Editoriali’ Category

Globalist luglio 27th, 2010

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Il giornalismo partecipativo alla prova della rete.

di Jacopo Venier

L’emergere di una contraddizione sempre più importante tra le forme tradizionali della professione giornalistica e quelle “informali” tipiche della rete impone un nuovo terreno di battaglia per la difesa della libertà di stampa ed il diritto ad essere informati.C’è una intera generazione di giornalisti sostanzialmente fuori dalle garanzie contrattuali che vive una situazione di precarietà assoluta. C’è un numero crescente di persone che sulla rete scoprono la propria “vocazione” giornalistica interpretandola spesso senza il metodo e la professionalità necessaria. C’è un Governo che continua a legiferare per impedire l’azione di contro-informazione dal basso. C’è un una oligarchia di editori interessata a destrutturare e decontrattualizzare completamente il settore per amplificare i propri profitti e dominare completamente le redazioni. E’ impossibile pensare che il fenomeno si possa arrestare proprio per le questioni economiche che implica.

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PdCITV Chiude. NOI RIPARTIAMO aprile 29th, 2010

admin

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PdCI in America Latina: un successo. giugno 5th, 2008

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PdCI in America Latina: un successo in tutti i sensi.  

 

L’editoriale di Iacopo Venier

Un successo. Un successo in tutti i sensi il viaggio del segretario del PdCI in America Latina. Qua, nella parte del mondo dove la sinistra vince e avanza, i comunisti italiani da sempre sono di casa.

Questa volta però è accaduto qualcosa di inedito. Mentre in Italia la sinistra continuava a litigare ed a leccarsi le ferite della recente sconfitta qui, dove il socialismo è un obbiettivo realistico, il PdCI dimostrava con i fatti che noi comunisti siamo in piedi e guardiamo con fiducia al futuro.

E questo messaggio è stato subito apprezzato confermando ed ancora ampliando la stima verso di noi. Lo si è visto nelle decine di incontri che Diliberto ha potuto realizzare nei pochi giorni della sua presenza. Lo si è visto per l’accoglienza ricevuta dai vertici istituzionali dello stato Cubano e venezuelano. Lo sì è visto per l’attenzione straordinaria che al PdCI è stata dedicata dai media latinoamericani e dalla risonanza che il viaggio ha avuto sui media italiani a partire dalla Repubblica, dal Corriere e dalla Rai.

La stessa scelta, nel pieno della campagna congressuale, di partire spiegava si per se gli obiettivi di questo viaggio. Mentre gli altri guardano al loro ombelico noi siamo qui a dirvi che siamo stati sconfitti ma non ci siamo arresi; siamo qui a dimostrare che i comunisti in italia sono in piedi e ricominciano con umiltà la loro lotta; siamo qua per studiare le esperienze che hanno trasformato un intero continente e quando torneremo in Italia rilanceremo la solidarietà con chi si batte per cambiare il mondo.

Solidarietà significa prima di tutto conoscere e far conoscere la realtà di questi paesi e le loro strade rivoluzionarie. Sconfiggere la prima arma dell’imperialismo che sta nelle bugie, nella deformazione, nella criminalizzazione.

Solidarietà significa sapere che l’internazionalismo non è un vecchio slogan ma la condizione imprescindibile per continuare l’impresa.

Pensare di ripartire solo dall’Italia sarebbe un gravissimo errore. L’impresa di ricostruire la sinistra partendo da noi comunisti riuscirà solo se questa starà in sintonia con un movimento mondiale che, tra mille difficoltà e contrazioni, sta comunque dando segni di forte vitalità.

Noi che non ci siamo arresi, noi che dobbiamo attraversare un deserto abbiamo bisogno del consiglio di chi il suo deserto lo ha già attraversato.

Torniamo a casa stanchi ma sereni. Nel mondo hanno capito che ci si può fidare di chi ha la forza della storia e la determinazione del futuro. Il PdCI porta questo bagaglio di credibilità come dote preziosa alla riunificazione dei comunisti ed all’intera sinistra italiana.

 


Seguono gli articoli tratti dallo speciale America Latina apparsi su

che trovi questa settimana in edicola  


“PdCI in America Latina: un successo in tutti i sensi”  L’editoriale di Iacopo Venier – Home page 0/5
 
“I tre giorni a L’Avana della delegazione dei Comunisti italiani” di Enrico Borellini -
Prossima pagina (1/5)   
 
“Cuba e Venezuela” –
Prossima pagina (2/5)
 
“E Caracas ci apre le porte…” - 
Prossima pagina (3/5)
 
“Primarie in Venezuela a prova di brogli” -
Prossima pagina (4/5)
 
“Campus Informatica a Cuba sfida il mondo occidentale” -
Prossima pagina (5/5)

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Chi sono stati i Killer è chiaro: Mastella e Dini. gennaio 29th, 2008

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I comunisti votano Prodi ottobre 14th, 2005

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I Comunisti per Prodi

Alle elezioni primarie dell’Unione che si terranno domenica 16 ottobre il Partito dei Comunisti Italiani chiede ai propri iscritti, ai simpatizzanti, agli elettori di votare per Romano Prodi.
Le primarie sono delle elezioni finte ma senza una grande affermazione di Prodi possono produrre guai veri. Berlusconi non aspetta altro che trovarsi di fronte ad un avversario indebolito dalle contraddizioni interne al campo dell’Unione.
Noi per tempo abbiamo detto che non aveva senso organizzare un confronto falsato dal paradosso che nasce dal fatto che tutti i candidati alternativi a Prodi in realtà concordano nell’indicare Prodi come candidato dell’Unione alla carica di Primo Ministro.
Ora siamo arrivati alla fine di questa campagna elettorale che è servita almeno a chiarire alcune cose :

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HAROLD PINTER: “God bless America” ottobre 14th, 2005

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G8 2005: in Scozia contro la poverta’ luglio 8th, 2005

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G8: Edimburgo citta' di speranza


di Cinzia Palazzolo

A pagina 1 di un diario che inizia sabato 2 luglio 2005, resta impresso il suono di una speranza che vuole che la poverta’ diventi roba del passato, qualcosa che possa cadere nel dimenticatoio, perche’ ormai roba vecchia… “Make poverty history” abbiamo scritto sulle nostre magliette bianche, lo abbiamo visto scritto sui cartelli manufatti dai ragazzini biondi di provincia, arrivati in Scozia con le madri un po’ hippy o col gruppo della chiesa metodista o presbiteriana. Hanno attraversato tutta la Gran Bretagna per venire a dire a 8 signori ‘grandi’ che perfino Dio vorrebbe quello che chiediamo noi; perfino Dio, se avesse voce udibile, starebbe sotto il sole di una Edimburgo particolarmente calda a dire che non possiamo piu’ lasciare che qualcuno resti povero, senza cibo, senza acqua, ne’ medicine, ne’ cure, ne’ dignita’ umana…

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Costituzione Europea: la Francia dice NO! maggio 31st, 2005

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L'EDITORIALE
La Rinascita della Sinistra

Un  momento  difficile  ma  bisogna  rilanciare.
Europa, Europa ed ancora Europa.



Di fronte ad un terremoto è inutile fasciarsi la testa ma bisogna agire con coraggio, determinazione e tempismo. Il No della Francia alla cosiddetta Costituzione europea rischia infatti di trasformarsi in un No all’Europa. Se siamo arrivati a questo punto è perché i governi europei, tutti deboli e divisi, hanno fatto prevalere per troppo tempo il meschino calcolo dell’ interesse nazionale su una grande visione per il futuro del popolo europeo. Il trattato che è morto domenica era il figlio di questa paura. Un mezzo, timido, passo in avanti che non ha convinto e non ha appassionato. Anzi proprio la timidezza nell’indicare una chiara prospettiva federale ed un preciso modello sociale di riferimento hanno reso possibile il saldarsi di tutte le opposizioni.

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