Archive for the ‘Articoli’ Category

Globalist luglio 27th, 2010

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Il giornalismo partecipativo alla prova della rete.

di Jacopo Venier

L’emergere di una contraddizione sempre più importante tra le forme tradizionali della professione giornalistica e quelle “informali” tipiche della rete impone un nuovo terreno di battaglia per la difesa della libertà di stampa ed il diritto ad essere informati.C’è una intera generazione di giornalisti sostanzialmente fuori dalle garanzie contrattuali che vive una situazione di precarietà assoluta. C’è un numero crescente di persone che sulla rete scoprono la propria “vocazione” giornalistica interpretandola spesso senza il metodo e la professionalità necessaria. C’è un Governo che continua a legiferare per impedire l’azione di contro-informazione dal basso. C’è un una oligarchia di editori interessata a destrutturare e decontrattualizzare completamente il settore per amplificare i propri profitti e dominare completamente le redazioni. E’ impossibile pensare che il fenomeno si possa arrestare proprio per le questioni economiche che implica.

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Informazione, comunicazione e propaganda. luglio 24th, 2010

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Farsi capire ai tempi del Web

di Jacopo Venier

Informazione, comunicazione e propaganda sono termini che nel discorso a sinistra spesso si confondono, si sovrappongono o si usano in modo improprio. Ciò è chiaro sintomo della enorme sottovalutazione di questi settori strategici per qualunque impresa politica. Si dovrebbe infatti ben sapere che senza una corretta informazione cambia il senso comune di una Nazione; senza una efficace comunicazione ogni azione politica resta relegata in spazi angusti e sterili; senza la propaganda non c’è battaglia per il consenso.

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LEGGE BAVAGLIO, L’ADESIONE DI LIBERA.TV 22/6/10 giugno 22nd, 2010

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LEGGE BAVAGLIO, L’ADESIONE DI LIBERA.TV

Cari amici di Lettera22,

in primo luogo condivido profondamente l’urgenza di mobilitarsi tutti assieme contro una legge che colpisce a fondo il diritto alla libertà di informazione.
Siamo ad un passaggio cruciale della democrazia italiana e noi tutti dobbiamo esserne all’altezza.
Noi di Libera.Tv abbiamo quindi subito aderito all’appello della FNSI per la manifestazione del 1 luglio ma, siamo convinti che, come afferma l’appello di Lettera 22 per respingere l’attacco in corso non basta respingere la legge bavaglio. C’è un bavaglio meno visibile delle eventuali multe ai grandi editori per la pubblicazione delle intercettazioni. La grande informazione “di mercato” ed oligopolista concede sempre meno spazio alle notizie, agli approfondimenti, alle inchieste scomode.
Come dice bene l’appello esiste invece esiste una realtà di “redazioni, spesso informali, che costituiscono l’informazione diffusa nel nostro Paese e che in gran parte viaggia sul web”. Noi di Libera.Tv siamo un piccolo granello di questa realtà fatta di professionisti spesso senza professione e di quel giornalismo partecipativo che cerca ogni giorno la strada per far emergere notizie negate o cancellate.
L’idea di far “vedere” questa rete diffusa attraverso la scelta di listare a lutto i nostri siti come faranno l’11 luglio i “grandi” giornali è giusta. Noi infatti non siamo affatto “piccoli” se sappiamo dare valore alla capillarità del nostro lavoro.

Il nostro modo di partecipare invece allo sciopero generale dell’informazione del 9 luglio potrebbe essere quello di ragionare anche di una forma diversa di protesta connessa alla specifica realtà della rete.
Vi segnalo ad esempio che la FEMI (La Federazione delle Micro Web TV italiane) ha lanciato l’idea di realizzare il 1 luglio “una diretta unificata” delle centinaia di realtà che già oggi operano in questo campo. Questo modo di fare “massa critica” unendo le forze “marginali” è lo specifico del nostro strumento.
Io credo quindi che faremmo molto “più rumore” se per il 9 luglio riuscissimo non solo a “silenziare” le nostre testate per tutto ciò che non riguarda l’argomento dello sciopero ma, ad esempio, realizzare un comune prodotto informativo ad esempio impegnandoci tutti a pubblicare una notizia sui problemi del giornalismo associato, partecipativo, dal basso e poi raccogliere tutte queste notizie in un unico spazio, blog, sito ad hoc costituito dove poter dare luce ai problemi specifici di queste realtà.
Sarebbe forse un modo per provare, appunto, a tessere la nostra rete ed a batterci insieme contro il bavaglio, ogni bavaglio.

Un caro saluto

Jacopo Venier
direttore Libera.Tv

LEGGE BAVAGLIO, L’ADESIONE DI LIBERA.TV 22/6/10.

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PdCITV Chiude. NOI RIPARTIAMO aprile 29th, 2010

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Pagliarini: con la CGIL il 4 Aprile aprile 1st, 2009

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Pagliarini: con la CGIL il 4 Aprile


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Legittima difesa settembre 25th, 2008

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Un compagno pochi giorni fa mi ha detto : “ dobbiamo trovare il nostro Piave. Solo se fermeremo l’avanzata di Berlusconi potremo pensare ad una controffensiva.”  Credo che l’immagine sia appropriata. Berlusconi non solo ha vinto le elezioni ma è riuscito a travolgere e disperdere l’intero fronte democratico. Del resto era stato Veltroni ad affondare la diga di Prodi ed ad ordinare lo : “sciogliete le righe!”.  Ragionare in termini di strategia militare ci aiuta forse a focalizzare ciò che sta succedendo.  (Leggi tutto…)

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Guerra nel Caucaso settembre 5th, 2008

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La guerra nel Caucaso e gli errori dell’Europa

          intervista di Domenico Giovinazzo a Iacopo Venier- resp. esteri PdCI su ” La Rinascita della Sinistra”

  

Chi evoca la Guerra fredda sbaglia. Sulla questione georgiana, quella tra Stati Uniti e Russia «non è una guerra ideologica tra due blocchi che si fronteggiano sulla base di una alternativa di sistema – come nella Guerra fredda, appunto – ma è uno scontro giocato tra potenze capitaliste e imperialiste per il controllo di territori e risorse energetiche». Iacopo Venier, responsabile Esteri del Pdci, sintetizza così l’attuale crisi che ha come palcoscenico il Caucaso, ma che sta mettendo a rischio gli equilibri anche in altre regioni e, soprattutto, tra gli attori internazionali più potenti.

 

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Venier in tv giugno 17th, 2008

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su

Roma Uno e Tele  Lombardia


Domani, 18 giugno 2008 ore 20.30

Iacopo Venier

invitato alla trasmissione

CANE SCIOLTO


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PdCI in America Latina: un successo. giugno 5th, 2008

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PdCI in America Latina: un successo in tutti i sensi.  

 

L’editoriale di Iacopo Venier

Un successo. Un successo in tutti i sensi il viaggio del segretario del PdCI in America Latina. Qua, nella parte del mondo dove la sinistra vince e avanza, i comunisti italiani da sempre sono di casa.

Questa volta però è accaduto qualcosa di inedito. Mentre in Italia la sinistra continuava a litigare ed a leccarsi le ferite della recente sconfitta qui, dove il socialismo è un obbiettivo realistico, il PdCI dimostrava con i fatti che noi comunisti siamo in piedi e guardiamo con fiducia al futuro.

E questo messaggio è stato subito apprezzato confermando ed ancora ampliando la stima verso di noi. Lo si è visto nelle decine di incontri che Diliberto ha potuto realizzare nei pochi giorni della sua presenza. Lo si è visto per l’accoglienza ricevuta dai vertici istituzionali dello stato Cubano e venezuelano. Lo sì è visto per l’attenzione straordinaria che al PdCI è stata dedicata dai media latinoamericani e dalla risonanza che il viaggio ha avuto sui media italiani a partire dalla Repubblica, dal Corriere e dalla Rai.

La stessa scelta, nel pieno della campagna congressuale, di partire spiegava si per se gli obiettivi di questo viaggio. Mentre gli altri guardano al loro ombelico noi siamo qui a dirvi che siamo stati sconfitti ma non ci siamo arresi; siamo qui a dimostrare che i comunisti in italia sono in piedi e ricominciano con umiltà la loro lotta; siamo qua per studiare le esperienze che hanno trasformato un intero continente e quando torneremo in Italia rilanceremo la solidarietà con chi si batte per cambiare il mondo.

Solidarietà significa prima di tutto conoscere e far conoscere la realtà di questi paesi e le loro strade rivoluzionarie. Sconfiggere la prima arma dell’imperialismo che sta nelle bugie, nella deformazione, nella criminalizzazione.

Solidarietà significa sapere che l’internazionalismo non è un vecchio slogan ma la condizione imprescindibile per continuare l’impresa.

Pensare di ripartire solo dall’Italia sarebbe un gravissimo errore. L’impresa di ricostruire la sinistra partendo da noi comunisti riuscirà solo se questa starà in sintonia con un movimento mondiale che, tra mille difficoltà e contrazioni, sta comunque dando segni di forte vitalità.

Noi che non ci siamo arresi, noi che dobbiamo attraversare un deserto abbiamo bisogno del consiglio di chi il suo deserto lo ha già attraversato.

Torniamo a casa stanchi ma sereni. Nel mondo hanno capito che ci si può fidare di chi ha la forza della storia e la determinazione del futuro. Il PdCI porta questo bagaglio di credibilità come dote preziosa alla riunificazione dei comunisti ed all’intera sinistra italiana.

 


Seguono gli articoli tratti dallo speciale America Latina apparsi su

che trovi questa settimana in edicola  


“PdCI in America Latina: un successo in tutti i sensi”  L’editoriale di Iacopo Venier – Home page 0/5
 
“I tre giorni a L’Avana della delegazione dei Comunisti italiani” di Enrico Borellini -
Prossima pagina (1/5)   
 
“Cuba e Venezuela” –
Prossima pagina (2/5)
 
“E Caracas ci apre le porte…” - 
Prossima pagina (3/5)
 
“Primarie in Venezuela a prova di brogli” -
Prossima pagina (4/5)
 
“Campus Informatica a Cuba sfida il mondo occidentale” -
Prossima pagina (5/5)

(continua…)

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Venier: Bossi come Mussolini. Fucili e baionette presto nella polvere aprile 30th, 2008

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Venier: Bossi come Mussolini. Fucili e baionette presto nella polvere
 
 
Roma 29 aprile 2008
 
Bossi che millanta 300.000 fucili ricorda Mussolini ed i suoi presunti 8 milioni di baionette. Nel giorno in cui si insedia il Parlamento le destre usano ancora le stesse minacce e gli stessi linguaggi. A questi signori, oggi ebbri di vittoria, rispondiamo che hanno fatto male i conti e che ben presto avranno brutte sorprese. La sinistra, quella vera, quella che non legittima i fascisti ed i razzisti, riparte  oggi dalle piazze. Come nel 1936 nessuno poteva immaginare la fine di Mussolini così oggi sembra lontana quella di Berlusconi ed i suoi. Eppure in pochi anni quelle baionette sono finite nel fango. Allo stesso modo i fucili di Bossi finiranno spazzati via con la polvere della storia. Bossi quindi si scordi le sue riforme. I Comunsiti Italiani gli sbarreranno la strada.

Se vuoi lasciare un tuo commento, basta cliccare su REGISTRATI, seguire le istruzioni e una volta entrato cliccare su Scrivi un commento alla fine di ogni articolo.
 
Ti aspetto!
Iacopo Venier

(continua…)

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