Intervento dell’On. Iacopo Venier sulle comunicazioni del Governo in merito sull’arresto dell’ex Br. Piancone.
NON TOCCHIAMO LA GOZZINI
PENSIAMO ALL’AMNISTIA SUGLI ANNI DI PIOMBO
Signor Presidente,
ciò che mi preme subito chiarire, in merito alla vicenda su cui ha oggi riferito il Governo, è che ciò di cui dovremmo discutere non è la legge Gozzini ma semmai un episodio criminale che si è concluso, grazie alla pronta reazione degli organi di polizia, con l’arresto immediato del responsabile. Cristoforo Piancone infatti non è altro che un criminale che dovrà nuovamente pagare un conto alla giustizia italiana. Ciò che desta preoccupazione quindi non è tanto questo episodio di cronaca nera ma l’enorme polverone alzato da più parti intorno a questo caso. Due sono le questioni poste dalla destra, ma purtroppo non solo dalla destra. Da un lato si attacca una legge di civiltà, la legge Gozzini, dall’altro si vuole far credere che vi sia stata un qualche cedimento dello Stato nei confronti di terroristi brigatisti. Sotto le argomentazioni, spesso speciose, che abbiamo sentito anche in quest’aula, emerge una pseudo-cultura reazionaria e senza senso dello Stato che pensa alla pena solo come vendetta e dimostra di non aver ancora capito che le Brigate Rosse sono state definitivamente sconfitte da almeno da 20 anni.Cosa vorrebbero i novelli soloni che oggi, approfittando di un caso isolato, soffiamo sul fuoco di una demagogia pericolosissima ed immaginano di poter risolvere ogni problema solo con il carcere?Bisogna forse ricordare a costoro quale era la situazione nelle carceri prima della Gozzini quando le rivolte, i suicidi, le violenze erano all’ordine del giorno? Se è questo il tema posto allora il problema da affrontare non è la Gozzini, legge sempre migliorabile, quello della modifica della nostra Costituzione che ci impone di pensare alla pena come un percorso di reinserimento e non solo come la giusta punizione per i reati commessi. La legge Gozzini è una legge che ha funzionato, come dimostrano tutti i dati, perché indica un percorso di speranza che consente al detenuto di stringere un patto con lo Stato per ottenere uno sconto di pena.Se una emergenza c’è è quella delle attuali terribili condizioni di carcerazione, del continuo sovraffollamento, della detenzione in attesa di giudizio, della scarsità di risorse e personale. Sono questi i problemi veri che impediscono agli operatori di rendere sempre possibile il percorso che deve portare il detenuto a farsi cittadino.Per quanto riguarda il pericolo di una eventuale risorgenza del terrorismo solo poche parole. Io credo che l’incapacità che ancora oggi dimostra lo Stato italiano di dichiarare definitivamente conclusa quella terribile stagione è il segno di una debolezza dentro la quale si annida qualche pericolo. Il terrorismo in Italia è stato sconfitto prima sul piano politico e poi su quello giudiziario. E’ stato sconfitto perché si è trovato contro il più grande Partito Comunista di occidente, il sindacato, i lavoratori, la sinistra tutta. E’ stato sconfitto perché il mondo politico di allora si è unito intorno alle istituzioni e perché tanti uomini e donne delle forze dell’ordine hanno sacrificato la loro vita in nome della democrazia. Noi Comunisti ci inchiniamo ancora una volta di fronte alle vittime e non abbasseremo mai la guardia ne cambieremo il nostro severo giudizio sugli assassini. Pensiamo però che invece di invocare ancora vendetta nei confronti dei naufraghi disperati di una tragica sconfitta bisognerebbe avere il coraggio dei forti e chiudere, anche con l’amnistia, una volta per sempre con questo tragico passato. Lo Stato ha vinto una volta per tutte ed i rigurgiti pericolosi che sono emersi negli ultimi mesi devono essere stroncati ma non sopravvalutati. Chiudere i conti definitivamente con quella stagione è il solo modo di mandare definitivamente in soffitta quei fantasmi che invece qualcuno continua pericolosamente a voler evocare per un misero calcolo di strumentalità politica.
On. Iacopo Venier

ANTIFASCISMO









