Venier Iacopo (Com.It) (19.02.08) Venier Iacopo (Com.It.) (21.02.08)
Venier Iacopo (Com.It) (19.02.08)
Venier Iacopo (Com.It) (19.02.08) Venier Iacopo (Com.It.) (21.02.08)
Venier Iacopo (Com.It) (19.02.08)
Il nostro No alla guerra.
La Sinistra Arcobaleno contro la missione in Afghanistan
intervento in aula del 21/02/2008
On. VENIER IACOPO (COMUNISTI ITALIANI)
On. Presidente, On. Viceministro Intini
Ancora una volta il Governo ha respinto la richiesta di valutare separatamente ognuna delle missioni militari internazionali a cui l’Italia partecipa. Si tratta di una decisione grave che comprime la discussione e costringe focalizzare l’attenzione sulle missioni principali.
E’ necessario quindi che il voto che dovremo esprimere passi in primo luogo da un bilancio del nostro intervento in Afghanistan ed in Kosovo. Queste due missioni si svolgono oggi fuori dalla legittimità delle Nazioni Unite.
Al Ministro dell’Istruzione
premesso che :
Il quotidiano La Repubblica riporta sabato 15 dicembre 2007 la notizia titolata “Ha vietato disegno di Gesù” – Firenze, maestra sospesa.” da cui si apprende che una insegnante della scuola elementare Villani di Firenze sarebbe stata sospesa dall’insegnamento dall’Ufficio Scolastico Regionale per aver richiamato un alunno alla corretta esecuzione di un compito assegnatogli.
La notizia viene tra l’altro proposta in modo tale da evidenziare il fatto che a carico della insegnante stessa sarebbe stata ipotizzata una sorta di condotta discriminatoria rivolta all’alunno in considerazione della natura del disegno da quest’ultimo realizzato.
In tal modo una condotta puntuale e perfino doverosa dell’insegnante la quale si è limitata a richiamare l’alunno alle consegne affidategli viene trasformata in una sorta di processo dell’inquisizione quasi che la ispirazione religiosa della condotta dell’alunno possa costituire una deroga al normale rapporto docente-discente richiesto dalla istituzione scolastica.
La vicenda ha come naturale sollevato reazioni che travalicano la reale portata dell’episodio che non avrebbe meritato altro che l’informale richiamo che l’insegnante non solo poteva ma doveva fare al suo alunno.
Evidentemente l’azione abnorme dell’USR ha creato una serie di danni all’insegnante, alla scuola ed allo stesso alunno che, suo malgrado, si viene a trovare al centro di una “guerra di religione” unilateralmente scatenata dal dirigente del predetto ufficio.
Tutto ciò premesso si interroga per sapere:
Quali provvedimenti si intendano assumere al fine di ripristinare in termini corretti la titolarità della funzione didattica e disciplinare in capo alla insegnante della scuola Villani attinta da un così stravagante provvedimento e quali provvedimenti si intendano più generalmente assumere al fine di prevenire la proliferazione di analoghe iniziative.
On. Elias Vacca On. Iacopo Venier
Intervento in aula di Iacopo Venier
Seguito della discussione delle mozioni Leoni ed altri n. 1-00159 e Fabris ed altri n. 1-00203 sulle iniziative in favore del popolo saharawi (vedi testo della mozione in allegato)
Ascolta e guarda l’intervento dell’On. VENIER IACOPO 
Approvata la Mozione !
Grande soddisfazione del PdCI
Esprimo la grandissima soddisfazione del PdCI per l’approvazione da parte della Camera dei Deputati di una mozione che ribadisce il sostegno italiano al diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi e che chiede al Governo di riconoscere ai rappresentanti del Polisario lo status diplomatico.
Il parlamento italiano ha scritto, con un voto trasversale, una pagina importante verso l’affermazione del diritto internazionale che, con le risoluzioni dell’ONU, ha sempre condannato l’occupazione militare del Sahara Occidentale da parte del Marocco.
Questa risoluzione rafforzerà il nostro Governo nell’opera volta a raggiungere un accordo definitivo che non può che partire dal diritto dei saharawi di decidere del loro destino attraverso un libero referendum.
Grave è stato l’atteggiamento del Partito Democratico che votando contro il riconoscimento dello status diplomatico al Fronte Polisario ha ceduto alle pressioni marocchine rompendo con quel movimento di solidarietà diffusissimo in Italia dove ogni anno migliaia di bambini del deserto vengono accolti come ambasciatori di speranza e futuro.
E’ evidente che siamo di fronte ad una svolta negativa nelle posizioni internazionali del principale partito
Interpellanza n. 2-00622
presentata da
IACOPO VENIER
lunedì 25 giugno 2007 nella seduta n.176
su Malalaia Joya (deputata afgana)
Illustrazione
Ascolta l’On. VENIER IACOPO (COMUNISTI ITALIANI)
Risposta
Ascolta il Sottosegretario Affari Esteri DI SANTO DONATO
Replica
Ascolta l’On. VENIER IACOPO (COMUNISTI ITALIANI)
Intervento in aula di Iacopo Venier sul rilancio del processo di integrazione e sull’allargamento dell’Unione europea
On. VENIER IACOPO (COMUNISTI ITALIANI)
del 21 giugno 2007 ore 11.33
1-00050, Volontè ed altri n. 1-00161, Migliore ed altri n. 1-00178, Ranieri ed altri n. 1-00179, Zacchera ed altri n. 1-00180 e De Zulueta ed altri n. 1-00181 sul rilancio del processo di integrazione e sull’allargamento dell’Unione europea (vedi allegato).
ULTIMI INTERVENTI IN AULA

DI IACOPO VENIER
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Disegno di legge di ratifica: Convenzione consolare con la Repubblica di Cuba -Accordo con il Governo della Repubblica dello Yemen sulla promozione e protezione degli investimenti |
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PdL: Modifiche alla legge 8 luglio 1998, n. 230, in materia di obiezione di coscienza |
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Modifica all’articolo 27 della Costituzione, concernente l’abolizione della pena di morte |

Signor Presidente,
noi non avremmo chiesto questo dibattito parlamentare nel mezzo di una vicenda complessa e terribile che deve ancora concludersi con la liberazione Rahmatullah Hanefi, dirigente di Emergency oggi prigioniero del governo Karzai.
Noi non avremmo chiesto questo dibattito ma non abbiamo alcun timore di affrontarlo e, forti delle nostre opinioni e dei fatti descritti dal Governo, vogliamo approfittare dell’occasione per fare finalmente chiarezza e respingere al mittente lo sciacallaggio tentato dalla destra.
Intervento in aula sulle dichiarazioni del Presidente Prodi di Iacopo Venier Signor Presidente, Il governo Prodi ritorna in questa Camera a chiedere la fiducia del Parlamento per poter continuare il suo lavoro nell’interesse dell’Italia. Noi Comunisti Italiani non faremo mancare il nostro voto. Continua … 1 marzo 07 [16.11] On. VENIER IACOPO (COMUNISTI ITALIANI)
QUESTION TIME
Venier Iacopo (Com.It) 
Signor Ministro,
il programma dell’Unione impegna il Governo a realizzare una Conferenza Nazionale sulle Basi e le Servitù militari dove affrontare, anche con le popolazioni locali, il grave problema di tanta parte del territorio italiano consegnato nelle mani degli Stati Uniti d’America.
Il programma ci impegna alla Pace ed ad una piena discontinuità con le gravi scelte del Governo Berlusconi.
La costruzione della nuova base Usa a Vicenza è in piena contraddizione con tutto ciò.
A Vicenza verranno le truppe di assalto della folle guerra scatenata da Bush
A Vicenza obbediamo alle richieste Usa che violentano il territorio
A Vicenza decidiamo contro la volontà della popolazione locale e del popolo dell’Unione
Le chiedo quando si terrà la Conferenza Nazionale sulle Basi e se il governo non intenda riconsiderare la grave decisione su Vicenza.
Risposta Ministro per l’attuazione del programma di Governo SANTAGATA GIULIO
Signor Ministro,
sono davvero dispiaciuto ma devo dirle che la sua risposta non ci soddisfa.
Noi Comunisti Italiani sosteniamo lealmente Prodi ed il suo Governo.
Noi abbiamo salutato con gioia il ritiro dall’Iraq ed appoggiamo pienamente la missione in Libano.
Su Vicenza però, come sull’Afghanistan del resto, non stiamo dando attuazione al programma ma accontentando gli Usa contro ogni ragionevolezza e diritto.
Vicenza non si rassegna. La questione non è affatto chiusa.
Noi comunisti non chiediamo al nostro Governo l’uscita dalla Nato o la rottura da alleanza con gli Stati Uniti ma semplicemente il rispetto del programma elettorale.
Siamo stati eletti per portare in Parlamento la voce del popolo della Pace e siamo certi che il nostro governo saprà saggiamente ascoltarla.
Serve un gesto, di dignità e ragionevolezza, che corregga tutti gli errori sin qui commessi. In politica si può, si deve, poter cambiare opinione e decisioni di fronte alla forza dei fatti.
Signor Ministro,
guardi questa bandiera. Non è la bandiera di un gruppo di estremisti è il simbolo di una lotta popolare che chiede semplicemente all’Italia di essere un Paese sovrano, libero e di Pace.